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lunedì 8 febbraio 2021

Palermo, cantante neomelodica uccisa dal marito. L'ultimo post di Piera su Fb: «Vuoi dei fiori a San Valentino? Muori il 13»

Prima notte in cella per Salvatore Baglione, l'uomo di 37 anni che ha confessato di avere ucciso la moglie, Piera Napoli, una cantante neomelodica di 32 anni e madre di tre figli piccoli. La donna è stata trovata ieri nel bagno dell'appartamento, al piano terra di un complesso di case in un piccolo residence in via Vanvitelli, a Cruillas, in un lago di sangue con diverse ferite di arma da taglio. L'uomo ieri è stato fermato con un provvedimento della Procura per omicidio volontario aggravati da crudeltà e futili motivi.

La vittima prima di morire aveva scritto sul proprio profilo Facebook la frase: «Vuoi che ti regalino dei fiori il 14 (San Valentino) muori il 13». Mentre alcune ore fa il marito Salvatore Baglione di 37 anni, ha pubblicato un post del profilo «Dna criminale». Sullo sfondo di una foto di Robert De Niro, c'è scritto «Il rispetto gran bella cosa, peccato che non tutti ne conoscano il significato». Secondo quanto raccontano i vicini di casa la donna un mese fa aveva chiamato la Polizia dopo l'ennesima aggressione da parte del marito ma poi non aveva presentato la denuncia.

lunedì 23 marzo 2020

Coronavirus, Arianna muore a 46 anni: è una delle vittime più giovani. Su Fb scriveva: «Mi inviterete tutti a cena»

Arianna Busetto aveva appena 46 anni ed è una delle vittime più giovani del coronavirus, che in stragrande maggioranza ha tolto la vita ad anziani o adulti oltre i 70 anni con almeno una patologia pregressa. Arianna, nata a Venezia, viveva e lavorava però da anni a Viadana, nel mantovano.


Come racconta il sito OglioPoNews, Arianna solo pochi giorni fa sul suo profilo Facebook scriveva agli amici: «Quando guarirò mi inviterete tutti a pranzo o a cena». Lei che aveva compiuto 46 anni da poco, lo scorso 20 febbraio, aveva studiato a Venezia per poi lavorare nel turismo, e infine trasferirsi in Lombardia.

Da qualche anno lavorava alla MGF Tools a Mezzani, ma aveva lavorato anche alla Cogeme e alla Seletti nell’ufficio export: «Ci eravamo sentiti giovedì - ha raccontato a OglioPoNews un ex collega in Seletti - ci eravamo detti che ci saremmo visti a cena appena tutto sarebbe finito». Ma per quella cena non c’è più tempo, come per altre centinaia di persone morte in Lombardia (e non solo) nelle ultime settimane.