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giovedì 1 ottobre 2020

Dalila di Lazzaro, il suo dramma a Storie Italiane: «Ho un dolore cronico. Ho speso piùà di 750mila euro per curarmi». Eleonora Daniele: «E' una malattia molto seria»

Ha raccontato il suo dramma nella puntata di oggi di Storie Italiane, su Rai1, Dalila Di Lazzaro. Ospitata da Eleonora Daniele, l'ex modella ha partecipato tramite collegamento al talk sulle pensioni, lamentando di non avere una buona pensione a causa di un incidente che le ha cambiato la vita molti anni fa.

Dalila Di Lazzaro ha raccontato: «Ha rotto un momento magico della mia carriera. A causa di quell’incidente non ho più potuto lavorare. Non sono arrivata a quarant’anni di lavoro ma se anche lo avessi fatto, pur avendo sempre versato, oggi non avrei una pensione dignitosa», chiedendo poi a gran voce: «Se una persona è costretta a smettere di lavorare e non può più fare niente, come si deve comportare? […] mi mancavano circa dieci anni di lavoro, ho chiesto mille volte di avere un’integrazione, ma è come chiedere l’elemosina».

Sul suo problema di salute, che Eleonora Daniele ha definito molto serio, Dalila Di Lazzaro a Storie Italiane ha spiegato: «Ho un dolore cronico. Ho speso più di 750mila euro per curarmi. Vorrei riconoscessero che il mio problema è grave. Anche se mi vedete così, io non posso muovermi. Durante l’incidente ho battuto la schiena e un pezzo di trapezio mi ha strappato dei tessuti nervosi dalla spina dorsale. Soffro di un dolore cronico neuropatico, non posso muovermi come tutti voi. Posso fare due passi ma sempre con la morfina in tasca».

domenica 19 aprile 2020

Lutto per Al Bano, l'annuncio doloroso: «È morto per il coronavirus. Ho pianto, è un grande dolore...»

Lutto per Al Bano, l'annuncio doloroso: «Si è beccato il coronavirus ed è morto. È un grande dolore. Ho pianto...». L'artista di Cellino San Marco ha perso una persona cara a causa del Covid-19 e ha parlato del suo dolore in diretta durante la trasmissione di Rai Radio2 I Lunatici.


«Mi ha fatto piangere perdere un amico, Detto Mariano - spiega Al Bano -. Si è beccato questo virus e ci ha lasciato la vita». Al Bano era molto legato all'autore e arrangiatore del clan di Adriano Celentano e poi di molti brani di Mina e Battisti, morto a 82 anni a Milano a causa del coronavirus. L'amicizia con Al Bano risaliva al 1964. Sarebbe stato proprio Detto Mariano a consigliare ad Al Bano di sposare Romina Power, diventando loro testimone di nozze.

«Romina - continua il cantante - mi disse che era incinta, ho detto e adesso che facciamo? Lui rispose che avremmo dovuto sposarci. Lui era il mio Virgilio. In quel periodo lavoravo in una catena di montaggio, poi è arrivato il periodo della cassa integrazione e i giorni me li spendevo tutti in musica. Il clan Celentano mi fece un contratto perché interessava la mia voce. E Mariano fu di una disponibilità indimenticabile. È sempre rimasto così, umano, gentile. Perderlo è stato un grande dolore. Poi non puoi restare indifferente quando vedi i camion dei militari che trasportavano persone morte aggredite dal morbo. Non puoi restare indifferente».

Anche Romina Power ha dedicato su Instagram un pensiero all'amico scomparso: «Voglio ricordare il maestro Detto Mariano con questa foto spiritosa scattata su una barca nel mare Egeo nel 1970 quando lui ci suggerì 'Ue’ ragazzi , perché non vi sposate?' Era di una simpatia unica e ha contribuito con i suoi arrangiamenti originali a molti dei nostri successi. È stato testimone alle nostre nozze e ha girato le uniche riprese dell’evento con la sua cinepresa super 8. Mariano, non verrai mai dimenticato. Ti portiamo nel cuore».

lunedì 30 marzo 2020

Coronavirus a Bergamo, Roby Facchinetti a Domenica In: «Su quei camion c'era un mio parente»

Alla sua città, martoriata dall'emergenza coronavirus, Roby Facchinetti ha dedicato un brano, "Rinascerò, rinascerai". Il dolore dell'ex membro dei Pooh, però, non riguarda solo il dramma vissuto dalla città di Bergamo, ma è anche e soprattutto personale.


In collegamento con Mara Venier a Domenica In, infatti, Roby Facchinetti ha rivelato un dettaglio molto doloroso: «Abbiamo visto tutti i camion dell'esercito che portano via le bare fuori regione. Su quei camion c'erano tanti cittadini di Bergamo, compresi miei amici, conoscenti e uno dei miei parenti. Vivere a Bergamo non è facile: siamo terrorizzati e spaventati, c'è più terrore che paura, i malati vanno via in ambulanza e i familiari sanno che molte volte non li rivedranno più».

Per questo motivo, Roby Facchinetti lancia un appello a tutti gli italiani: «Qui a Bergamo stiamo male: troppo dolore, troppo pianto... Viviamo su un campo minato, è peggio di una guerra. In guerra morivano i giovani, questo virus invece si prende tutti, senza distinzioni, non guarda in faccia a nessuno. Non capisco come alcune persone non riescano ancora a capire la gravità della situazione».

L'ex componente dei Pooh ha poi spiegato che, anche a fine emergenza, sarà difficile ritornare alla vita di sempre. «Non abbiamo mai vissuto una situazione umana così dura dal punto di vista psicologico. Cosa succederà poi? Usciamo tutti? A fare cosa? Ci vorrà molto tempo per elaborare e tornare alla vita di un mese fa. Sono convinto che ripartiremo e ci rifaremo economicamente, anche con gli interessi. I bergamaschi e i lombardi hanno sempre avuto queste capacità e le tireremo fuori anche stavolta» - ha spiegato Roby Facchinetti - «La musica mi ha salvato e mi salva anche in questi momenti, ma adesso ogni volta che squilla al telefono è un colpo al cuore. Faccio cose che mai avrei creduto di fare: consolare nipoti, amici e parenti che hanno perso i loro cari».

Roby Facchinetti, infine, rivolge un appello a tutti, dai cittadini agli esponenti politici: «In questo orribile viaggio siamo tutti uguali. Vorrei dire che siamo sulla stessa barca, anzi dico sullo stesso barcone o gommone. Siamo tutti uguali».

venerdì 6 marzo 2020

Leo Gassmann, il dolore segreto a Vieni da me: «È morto in un incidente stradale...». Caterina Balivo commossa

Leo Gassmann, il dolore segreto a Vieni da me: «È morto in un incidente stradale...». Caterina Balivo commossa. Oggi, il figlio di Alessandro Gassman è stato ospite nel salotto di Rai1 e si è raccontato a cuore aperto, tra lavoro e vita privata.


Leo Gassmann ha parlato di una delle persone più importanti della sua vita, oltre alla sua famiglia. «Il mio insegnante di filosofia del terzo anno del liceo classico, il professor Elio, è stata una delle prime guide, insieme ai miei genitori, che ho avuto nella vita. Al quarto anno fu assegnato a un'altra scuola, ma prima di andare via ci disse 'Ricordatevi sempre di cogliere l'attimo'. Poi dopo tre quattro mesi è morto in un incidente stradale. Andai al funerale e per la prima volta vidi una cerimonia funebre piena di giovani che venivano da tanti licei diversi. Un ragazzo della mia scuola, che era stato sempre in disparte e che nessuno aveva mai sentito parlare, lesse una lettera per lui e disse 'vorrei ringraziare il prof. Elio che è stato l'unico che ha creduto in me'. In quel momento ho capito come una persona può dare un senso alla vita di altre persone che non vengono considerate dalla maggioranza». Le parole delicate di Leo Gassmann commuovono Caterina Balivo.

Poi il cantante, vincitore della sezione nuove proposte del Festival di Sanremo 2020, ha parlato del rapporto con i suoi genitori: «I miei genitori sono stati molto intelligenti e non mi hanno mai fatto sentire il peso del mio cognome. Io sono cresciuto con tanto amore, e penso che quando passi una certa fascia di età e quei commenti negativi ancora non ti sono arrivati, poi sei più preparato a fronteggiarli perché hai gli strumenti per farlo. I miei mi hanno sempre dato la possibilità di avere il tempo, che è il regalo più bello che si può fare a una persona, fino a 18 anni mi hanno impedito di provare a fare qualsiasi cosa che potesse farmi notare a livello nazionale».

Tripudio su Twitter per la partecipazione di Leo Gassmann a Vieni da me: «Figlio d'arte nel migliore senso del termine, è davvero un bravo ragazzo».

mercoledì 11 dicembre 2019

Al Bano, morta mamma Jolanda. Il dolore del figlio alla camera ardente. Il nipote Yari: «Vivi nel mio cuore»

«Così per sempre. Non si muore mai quando si vive nel cuore di qualcuno». È quanto scrive Romina Power sul suo profilo instagram pubblicando una foto che la ritrae mentre abbraccia affettuosamente l'ex suocera Jolanda Ottino, la mamma di Al Bano Carrisi, morta ieri pomeriggio nella sua casa di Cellino San Marco all'età di 96 anni.


«Grazie nonna, sei stata una donna fenomenale, ci facevi da genitore quando i miei viaggiavano e noi andavamo a scuola». E' il ricordo di Yari Carrisi a Mattino Cinque. Il 46enne rievoca i momenti trascorsi insieme alla nonna, un vero e proprio pilastro della famiglia, che lo ha cresciuto durante gli anni. «Ti sei sempre presa cura di tutti, hai vissuto per la gente che amavi. E così facendo sei diventata la nonna adottiva di tutta Italia. Hai vissuto una vita piena di cambiamenti nell’era umana più sconvolgente e i tuoi piedi sono rimasti sempre per terra. Questa è la nostra ultima foto insieme, scattata a Novembre. Riuscivamo insieme sempre a strappare la risata. Rideremo per sempre insieme, anche in faccia ai momenti più difficili, sicuri del nostro amore. I Love You Nonna»

martedì 27 marzo 2018

Frizzi, il dolore di Rita Dalla Chiesa su Facebook: "Non riesco a dormire..."

Sono stati sposati per 10 anni, separati dopo 6, ma insieme per molto più tempo: Rita Dalla Chiesa è distrutta per la perdita di Fabrizio Frizzi, ma ha scelto di affidare solo poche parole al suo profilo Facebook. Troppo il dolore per la conduttrice, figlia del generale ucciso dalla mafia, che aveva con l'ex marito un rapporto ancora bellissimo nonostante il loro amore finito tanti anni prima.
«Non riesco a dormire. Ma non scrivo niente, perché dovrei scrivere il tutto. E il tutto, stanotte, preferisco, tenermelo dentro», ha scritto commentando la morte di Fabrizio, avvenuta ieri notte a Roma per un'emorragia cerebrale.
Oggi dalle 10 alle 18 la camera ardente nella sede Rai di Viale Mazzini per l'ultimo saluto al conduttore e showman.