lunedì 21 maggio 2012
L'Emilia Romagna continua a tremare Il maltempo frena i soccorsi
Il terremoto in
. Si contano i danni, più gravi delle attese. Più di 100 scosse in 24 ore. Paura tra gli sfollati nelle tendopoli. Sette le vittime. Aumenta il numero degli sfollati: sarebbero cinquemila. A Modena vertice della Protezione civile. Martedì il Consiglio dei ministri per il via libera allo stato di emergenza. Il sottosegretario Catricalà riferisce al Senato.
BOLOGNA -
Sette morti e circa 5mila sfollati in Emilia-Romagna per il terremoto della scorsa notte mentre sono stati stati avvertiti un boato e una nuova scossa a Finale Emilia dopo le 18:30, di magnitudo 3,5. Il comune è uno di quelli in cui il sisma ha creato più danni.
Il presidente della Regione, Vasco Errani, ha fatto il punto della situazione: "Complessivamente - ha detto - nella notte tra domenica e lunedì sono state ospitate nei campi e nelle strutture di prima assistenza di protezione civile 4.914 persone di cui 1.288 nel ferrarese, 266 nel bolognese, 3.360 nel modenese e sono in fase di completamento entro la mattinata di oggi ulteriori strutture per fornire assistenza ad altre 1.310 persone".
Nella sua informativa alla conferenza dei capigruppo Errani ha spiegato che la scossa principale, di magnitudo 5.9 con una profondità di 6,3 chilometri, è stata "molto vicino alla superficie il che ha prodotto una maggiore intensità dei danni".
In Emilia-Romagna, l'evento sismico, sentito in tutto il Nord Italia, ha colpito i comuni tra i 10 ed i 20 chilometri dall'epicentro, che sono: Camposanto, Medolla, Mirandola, San Felice sul Panaro, Cavezzo, San Possidonio nel modenese; Crevalcore, Malalbergo e Pieve di Cento in provincia di Bologna; Ferrara, Sant'Agostino, Poggio Renatico, Mirabello, Vigarano Mainarda, Cento e Bondeno nel ferrarese. All'evento principale ha fatto seguito alle 5.02 un'altra scossa di magnitudo 4.9 nelle stesse province, e altre scosse di minore entità si sono susseguite: ad oggi, se ne sono contate 115.
L'evento ha provocato la morte di 7 persone, mentre altre 47 hanno riportato traumi per i quali è stato necessario il ricovero ospedaliero. "Sono circa 5mila gli sfollati", ha spiegato Errani considerando sia le persone che hanno la casa inagibile, e che rappresentano una fetta di popolazione "del tutto minoritaria", sia le famiglie che non se la sentono di rientrare nelle loro abitazioni prima del completamento delle verifiche sulla tenuta delle strutture.
Per il terremoto sono stati sgomberati i presidi ospedalieri di Finale Emilia e Mirandola, nel modenese, ed è stato attivato un posto medico avanzato a Mirandola per assicurare, pur in condizioni di emergenza, la prosecuzione delle attività sanitarie, con il personale del Servizio sanitario regionale. In totale, al momento, per organizzare e gestire le attività assistenziali sono stati attivati 731 volontari di protezione civile della Regione oltre a circa 300 volontari delle altre Regioni che stanno concorrendo all'attività. Fra le altre: Marche, Umbria, Toscana, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Trentino-Alto Adige.
"Il rientro nella case - ha detto Errani - sarà comunque complicato fino a quando le scosse continueranno, e ci prepariamo alla gestione integrata dell'accoglienza per un determinato numero di giorni". Ieri sono state impegnate 8 squadre (16 tecnici) per la rilevazione dei danni e i sopralluoghi necessari; oggi se ne aggiungeranno altre 12, e altre 20 squadre di rilevatori in arrivo da altre Regioni saranno operative da domani. "Le priorità sono le scuole, gli edifici pubblici, le imprese e le case, con l'obiettivo di accelerare il processo di rientro nelle abitazioni".
Le forze di polizia hanno svolto durante la notte scorsa attività antisciacallaggio per sorvegliare edifici incustoditi.
Infine, ieri Errani ha trasmesso al presidente del Consiglio Mario Monti la richiesta di dichiarazione di stato di emergenza nazionale; è stata preannunciata per domani la presentazione del provvedimento in Cdm e la connessa ordinanza del Capo dipartimento della Protezione civile per la gestione della prima fase dell'emergenza.
Quanto alla stima dei danni, per Errani "i danni sono quelli che sono, inutile fare stime. Vogliamo essere rigorosi e seri per poter definire il percorso della ricostruzione. Avvieremo un confronto col governo, stiamo studiando un meccanismo con i Consorzi fidi per anticipare i finanziamenti necessari a ripristinare l'attività produttiva, prevediamo l'attivazione degli ammortizzatori in deroga dove sarà necessario".
Domani mattina il presidente del Consiglio Mario Monti farà un sopralluogo nell'area prima di tornare a Roma per presiedere, alle 14.30, il Consiglio dei ministri che dichiarerà lo stato di emergenza. Oggi è arrivato a Modena il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Antonio Catricalà. ''Il quadro è serio'', ha detto Catricalà, assicurando che il Governo ''considera questa emergenza non strettamente regionale ma di carattere nazionale''. Nel decreto che sarà varato domani, ha spiegato, ''è prevista la copertura finanziaria per il soccorso e la prima assistenza dei soggetti coinvolti'' e anche per la ricostruzione il Governo non intende ''lasciare le amministrazioni comunali da sole''.
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