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sabato 24 ottobre 2020

Coprifuoco nazionale, chiusure alle 18, stretta sui centri commerciali: verso un nuovo dpcm. Cosa può cambiare

Il premier Conte ha escluso - al momento -  un nuovo lockdown nazionale ma starebbe maturando in queste ore la decisione per una ulteriore stretta che potrebbe arrivare già nel weekend. A chiederla sono anche gli scienziati (in cento  hanno lanciato un appello al premier e al Presidentte Mattarella), dal ministro della

Salute, dal Pd.

Le ipotesi sul tavolo sarebbero quelle di un coprifuco nazionale e la chiusura di bar e ristoranti a partire dalle 18. L'ala più rigorista del governo ormai non esclude più neanche un lockdown, per un tempo limitato di due o tre settimane e con una nuova massiccia iniezione di aiuti all'economia. Da Palazzo Chigi negano che l'idea sia sul tavolo: non se ne parla. Aggiungono che ad ora tutte le ipotesi sono solo suggestioni. Non è detto, spiegano da Palazzo Chigi, che Conte decida di intervenire già dal weekend.

Come suggeriscono gli esperti nel loro monitoraggio settimanale, per smorzare una curva che ha quasi toccato la soglia dei ventimila contagi, bisogna ridurre drasticamente l'interazione fisica tra le persone. Ma poiché Conte esclude con fermezza sia il lockdown sia un blocco pesante delle attività produttive, bisogna guardare al «non essenziale». Nel mirino ci sarebbero ancora palestre e piscine, nonostante il protocollo aggiornato con misure ancor più rigide per evitare la chiusura. E poi le sale giochi e i centri commerciali, affollati soprattutto nel weekend. Quanto ai bar e ristoranti, il tentativo è evitare di colpire ancora un settore già molto provato, ma una nuova stretta serale sembra probabile. Si discute sugli orari: portare la chiusura dalle 24 alle 23 servirebbe a poco, si starebbe ora valutando un coprifuoco dalle 21 o 22. Ma l'idea con più effetti, secondo gli esperti, potrebbe essere quella di far chiudere bar e ristoranti già alle 18: niente aperitivo. Alleggerire il trasporto pubblico, è la principale premura in queste ore, oltre al rafforzamento del sistema di tracciamento dei contagiati. Quanto agli spostamenti, si discute sull'opportunità, vista la diffusione del virus, di intervenire impedendo di muoversi dalle Regioni: più probabile dare indicazioni perché si limitino al massimo le uscite non necessarie.

martedì 25 agosto 2020

Flavio Briatore positivo al Covid, social scatenati: «Vittima del complotto dei poteri povery»

Tra comparsate televisive e liti con politici di varia statura, dai membri del Governo al sindaco di Arzachena, Flavio Briatore da settimane fa parlare di sé in relazione alla gestione dell’emergenza Covid da parte delle autorità. Dunque la notizia di questa mattina della sua positività al coronavirus (l’imprenditore sarebbe anche ricoverato al San Raffaele) stanno facendo discutere, con l’hashtag #Briatore che è in tendenza da qualche ora su Twitter.


In tanti gli rimproverano le sue dichiarazioni dei giorni scorsi: «Governo di incapaci - diceva il 17 agosto - il virus non va in giro solo di notte», dopo la decisione dell’obbligo di mascherina dopo le 18 del pomeriggio. «La chiusura del Billionaire? - diceva il giorno dopo - Economia trucidata da gente che non ha mai fatto nulla nella vita».

In molti gli augurano buona guarigione ma senza risparmiargli frecciatine: «Che guarisca presto e bene, in modo da rendersi conto di tutte le str…ate che ha detto e fatto in questi mesi, mettendo a rischio la sua e le altrui vite», scrive Fabrizio Delprete. «I migliori auguri a Briatore - scrive il giornalista Luca Telese - Ma ciò non significa ignorare che il focolaio Billionaire è frutto di uno stile, di un modello culturale, di una gestione sprezzante di territorio, uomini e cose. Non per punire, perché la punizione è già grande: perché non si ripeta».

Qualcuno usa l’ironia: «Siamo tutti d’accordo che Briatore è vittima di un complotto dei poteri povery?», scrive un utente. «Zangrillo capirà, una volta per tutte, che il virus non è “clinicamente morto”?», si chiede un altro. «Non è karma e non bisogna far passare il concetto che se sei ammalato sei colpevole - scrive Marco - però non è nemmeno un caso, perché se hai delle idee di m… in testa corri più rischi». «Auguro a Briatore di guarire dal Covid. E poi sparire da questo Paese», sentenzia Elisabetta.

mercoledì 27 maggio 2020

Alberto Matano, paura alla Vita in Diretta: «Inviato e cameraman presi a calci e pugni»

Alberto Matano, paura alla Vita in Diretta: «Inviato e cameraman presi a calci e pugni». Paura per l'inviato Giuseppe Di Tommaso e per il suo operatore che sono stati aggrediti durante un servizio a Bari. È il giornalista a raccontare l'accaduto in diretta ad Alberto Matano. Ma andiamo con ordine.


Giuseppe Di Tommaso era stato inviato in Puglia per testimoniare i comportamenti degli italiani rispetto alle regole anti-assembramento ancora in vigore per l'emergenza covid. Sul lungomare di Bari, l'inviato ha rimproverato diversi passanti che non stavano rispettando le normative del governo. E se c'è chi si è imbarazzato e ha chiesto scusa, c'è anche chi l'ha presa molto male.

Un uomo avrebbe infatti risposto con violenza alle parole del giornalista. Come racconta Di Tommaso, il passante ha coperto l'obiettivo della telecamera e l'ha abbassata con un gesto violento. Poi avrebbe affermato: «Se mi riprendi ancora butto a mare te e il tizio con la telecamera. Non puoi fare così con le persone». 

Di Tommaso avrebbe replicato che era suo diritto di cronaca registare e raccontare come stessero le cose. Ma la risposta non sarebbe piaciuta all'uomo che ha aggiunto: «Se ti buttano a mare le persone fanno bene». Lo scontro si è concluso con il passante che avrebbe strattonato il giornalista e colpito a calci e pugni il cameraman, finché i due hanno deciso di allontanarsi.