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sabato 16 gennaio 2021

Scialpi chiede aiuto: «Sono in condizioni di estrema indigenza, farei anche il cameriere»

Shalpy è in difficoltà economiche e chiede aiuto. Il cantautore, 58 anni, in un'intervista a Rolling Stone racconta di star attraversando un momento molto difficile, di aver investito tutti i suoi risparmi nell'incisione di un nuovo brano ("Let it snow") e di avere bisogno di assistenza: «In questo momento mi trovo in una situazione di estrema indigenza, come il 90% della gente che fa questo mestiere.

Faccio parte di una fetta di persone che non sono calcolate né dallo Stato, né dall’immaginario collettivo». Shalpy, al secolo Giovanni Scialpi, lancia così un appello: «Sarei anche disposto a fare il cameriere o qualsiasi altra cosa mi venisse proposta. Io sono molte cose, posso affrontare tanti ambiti lavorativi. Farei qualsiasi cosa mi dia la possibilità di essere me stesso. Non sono una cattiva persona e vorrei aiutare il prossimo come fa un prete in chiesa o un professore a scuola».

Shalpy racconta le difficoltà dell'ultimo periodo: «Si ha l’idea che l’artista campi d’aria. Non si capisce la concretezza e l’imprenditoria che sta dietro al sistema. Sento la necessità, alla mia età, di sistemarmi, nel senso di rilassarmi». E assicura di essere una persona «affidabile», nonostante qualche colpo di testa in passato: «Quando si è un po’ fuori dal sistema e si manifesta un po’ di rabbia è facile dire che uno è matto, invece conduco una vita lineare. Anzi, sono anche a dieta perché, oltre ad avere la sindrome di immunodeficienza tiroidea sono pure celiaco, per cui non bevo, non mi drogo, sono dritto. Esterno solo le mie emozioni. Faccio mea culpa, ho un carattere un po’ irruento, ma non sono un despota, sono una persona normale».

martedì 28 luglio 2020

Donne che supportano le donne, la challenge in bianco e nero che impazza sui social

Scatti di donne in bianco e nero stanno letteralmente invadendo Instagram. Sono donne che supportano le donne, e che manifestano il loro impegno accettando la nuova challenge social. Dive americane o star di casa nostra, in pose provocanti o più formali,  ma tutte manifestano il loro appoggio alla causa femminista. Alessia Marcuzzi condivide un bellissimo primo piano, Jane Alexander indossa solo il reggiseno e copre in pube con le mani, Jennifer Garner sorride felice: ognuna a modo suo ma tutte unite con l'hashtag #womensupportingwomen.


La "chiamata" arriva via social in privato, e chi decide di partecipare non deve fare altro che condividere il proprio scatto in bianco e nero. Lo scopo è quello di sostenersi a vicenda contro la violenza e contro il maschilismo. Tra i milioni di donne, anche non famose, che hanno accettato la sfida, ci sono anche molte star: sportive, attrici, cantanti, modelle, influencer.... Fedrica Pellegrini ha scelto un sofisticato scatto a figura intera, Caterina Balivo ride felice sugli scogli, Natalie Portman rivolge uno sguardo penetrante all'obiettivo, Liz Hurley prova con un nudo d'antan.

"Nessun giudizio, nessuna paura, nessun odio, solo amore, solidarietà, supporto, aiuto, amicizia e coraggio" ha scritto Laura Chiatti a corredo del suo post. "Noi donne dobbiamo prenderci cura delle altre donne", è il messaggio di Samantha De Grenet. "Credo fermamente nelle donne che si aiutano, supportano, sostengono e si danno forza a vicenda" afferma la Alexander. E poi ci sono anche Levante, Kasia Smutniak e Khloe Kardashian: tutte pronte a dare il loro appoggio alle altre donne.

mercoledì 27 maggio 2020

Ema Stokholma, il dramma segreto a Vieni da me: «Mi picchiava sempre. A volte volevo ucciderla». Caterina Balivo commossa

Su Leggo.it le ultime novità. Ema Stokholma, il dramma segreto a Vieni da me: «Mi picchiava sempre...». Caterina Balivo commossa. Oggi, la conduttrice radiofonica italo-francese, ospite nel salotto di Rai1, ha parlato del suo libro Per il mio bene, raccontando con coraggio un periodo molto duro della sua vita.


Ecco il racconto doloroso di Ema Stokholma: «Mio padre sparisce quando mia madre mi aspettava e mio fratello aveva tre anni. Mia madre mi picchiava quando io avevo a 5-6 anni, diceva che andavo con gli uomini. Io credo che non stesse bene. Non c'è mai stato un aiuto psicologico, una diagnosi. A lei dava fastidio anche la mia fisicità, il mio respiro. Le dava fastidio il rumore che facevo quando mangiavo, la voce, il disegno che avevo fatto in quel momento. Quando lei picchiava mio fratello, io tiravo un sospiro di sollievo perché sapevo che per due o tre giorni mi avrebbe lasciata in pace. Ho odiato profondamente mia madre, a volte volevo ucciderla».

Il racconto dell'infanzia violenta commuove Caterina Balivo. Ema Stokholma conclude: «Io non voglio fare vittimismo, ho superato la cosa e vado in analisi, ma il libro l'ho scritto per dare un segnale. Dobbiamo aiutare i bambini e anche i genitori, mia madre poteva e doveva essere aiutata. Anche lei era stata vittima di violenze. Non l'ho perdonata, ma l'ho capita».