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martedì 9 febbraio 2021

Roma, festa in un ristorante come nulla fosse: si canta e si balla senza mascherine

Musica cubana e si balla. Al chiuso, senza mascherine in quella che potrebbe sembrare una normale domenica di febbraio. Siamo nel cuore di Roma, nel quartiere Salario tra via di Nomentana e viale Regina Margherita. Una vera e propria festa all'interno di un ristorante, in pieno pomeriggio evitando così i rischi di slittare oltre il coprifuoco. La pandemia? Un ricordo, o semplicemente qualcosa che non spaventa, o che non preoccupa più. La regione Lazio è tornata gialla e forse per molti questo rappresenta un via libera al ritorno alla normalità. Ma se uscire a fare una passeggiata o anche pranzare al ristorante è assolutamente consentito - sempre nel rispetto delle regole base - questo è esattamente ciò che non dovrebbe mai accadere. 

Il teatro della festa è in un ristorante, in via Cagliari. Il tema è Cuba. Gli ospiti sono "speciali": due cantanti invitati per intrattenere gli ospiti. Una festa clandestina? All'apparenza potrebbe sembrarlo. Ma la realtà è ancora più avvincente (e surreale): è tutto sui social con tanto di annuncio, locandina e video durante le danze. Il cantante è al centro dell'attenzione intonando la sua musica col microfono, ovviamente "smascherato". Intorno a lui si balla, si ride, si scherza e si filma tutto. Mascherine e distanziamento per gli ospiti? Per carità, nulla di tutto questo. 

A Roma il bilancio delle attività di sorveglianza del weekend dei carabinieri è di 40 multati ed un arrestato, quello della polizia locale è di oltre 60 persone sanzionate per assembramenti, consumo irregolare di alcolici su strada o per il mancato uso della mascherina. Interrotta anche una festa clandestina in un 'B&B' nel quartiere Prati: quindici i giovani presenti, di seimila euro la sanzione complessiva. La sindaca Virginia Raggi ha spiegato che sono stati potenziati i controlli ed ha esortato a mantenere il distanziamento ed a indossare la mascherina. 

domenica 8 novembre 2020

Milano, fermato per violenza sessuale su una 18enne Alberto Genovese. È stato il fondatore di Facile.it

Un imprenditore italiano di 43 anni, Alberto Genovese, fondatore di Facile.it, è stato fermato a Milano dalla polizia con l'accusa di aver sequestrato e violentato una ragazza 18enne. L'arresto è giunto nella scorsa notte, l'episodio sarebbe avvenuto durante una festa privata.

Prima le avrebbe fatto assumere cocaina e ketamina e poi l'avrebbe violentata. Con l'accusa di violenza sessuale nei confronti di una 18enne, detenzione e cessione di stupefacente, sequestro di persona e lesioni, Alberto Maria Genovese, l'imprenditore che ha fondato la start-up assicurativa Facile.it, poi ceduta nel 2014, è stato fermato nella notte tra venerdì e sabato dalla polizia. L'imprenditore 43enne, secondo la ricostruzione, avrebbe violentato la giovane a una festa privata a casa sua, nel cuore di Milano, lo scorso 12 ottobre.

Il 43enne Alberto Maria Genovese è accusato anche di detenzione e cessione di stupefacenti e lesioni. Le indagini, coordinate della Procuratore Aggiunto Mannella e dal Pm Stagnaro, sono state condotte dai poliziotti della Quarta Sezione della Squadra Mobile di Milano e sono state avviate a seguito del ricovero di una giovane 18enne, ricorsa alle cure mediche per una patita violenza sessuale. Le investigazioni hanno permesso di ricostruire che durante una festa organizzata dall'uomo, una giovane sarebbe stata costretta a subire ripetuti rapporti sessuali e ad assumere sostanza stupefacente del tipo cocaina e ketamina.

Le indagini hanno poi consentito di sequestrare sostanze dello stesso tipo rinvenute sia nell'appartamento dove si erano verificati i fatti sia presso l'abitazione dove l'uomo è stato rintracciato la notte di sabato 7 novembre. L'appartamento dove si erano svolti i fatti, denominato «Terrazza Sentimento» è stato sottoposto a sequestro su ordine dell'Autorità Giudiziaria e all'interno sono state rinvenute evidenti tracce a riscontro di quanto denunciato dalla parte offesa. L'uomo, visto il riscontrato pericolo di fuga, alla luce dei gravi reati contestati è stato, quindi, sottoposto a fermo del Pubblico Ministero.