Visualizzazione post con etichetta cervello. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta cervello. Mostra tutti i post

mercoledì 14 ottobre 2020

Tom Parker, il cantante dei The Wanted ha un tumore inoperabile al cervello

A Tom Parker, uno degli ex componenti della boy band The Wanted, è stato diagnosticato un tumore al cervello inoperabile. Il cantante, che ha soli 32 anni, ha detto di essere "ancora sotto choc" dopo che gli è stato diagnosticato un glioblastoma al quarto stadio, sei settimane fa. "Sapevo che qualcosa non andava, ma non mi sarei mai aspettato che fosse questo", ha spiegato. Parlando con 'Ok! Magazine', il cantante ha detto anche che intende mantenere un atteggiamento positivo. "Ho intenzione di combattere", ha spiegato.


Parker ha raggiunto la fama nei primi anni 2010 come parte del gruppo The Wanted, che raggiunse la vetta della classifica in Inghilterra con i singoli 'All Time Low' e 'Glad You Came'. Da quando la band si è sciolta nel 2014, Parker ha interpretato Danny Zuko nel musical 'Grease' che ha portato in tour ed ha anche partecipato al 'Celebrity Masterchef' inglese, raggiungendo le semifinali. Ha sposato l'attrice Kelsey Hardwick nel 2018. La coppia ha una figlia di 16 mesi, Aurelia, ed è in attesa di un secondo figlio.

Parker ha scoperto di essere malato dopo essersi sentito male due volte. A luglio era accaduto una prima volta e l'attore era stato messo in lista d'attesa per una risonanza magnetica. La seconda volta, è accaduto durante una vacanza a Norwich con la famiglia e Tom è stato ricoverato d'urgenza in ospedale. Dopo tre giorni di accertamenti, gli è stato diagnosticato il cancro. A causa delle restrizioni per il Covid-19, sua moglie non è stata fatta entrare in ospedale e Tom ha ricevuto la notizia da solo.

mercoledì 27 maggio 2020

Poliziotto malato di tumore al cervello: «Devo risarcire 310mila euro». E scrive a Mattarella: «Presidente mi aiuti»

Il gesto inconsulto di un collega durante un intervento, un uomo ferito gravemente. E la condanna, dopo anni di processi, divenuta  - come lui stesso ravvonta - «un peso insopportabile che ha mi trascina da quasi trent'anni», con un maxi risarcimento da 310mila euro. La storia di Luca Buttarello, un poliziotto di 55 anni, in servizio alla questura di Padova, culmina con un colpo di scena: la diagnosi di un tumore raro che lui addebita alle «preoccupazioni maturate in anni di preoccupazioni e sofferenze», per qualcosa che lo ha coinvolto indirettamente. Per questo motivo ora Buttarello ha scritto al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, chiedendo un po' di attenzione.


LA LETTERA INTEGRALE

Luca è convinto con che quel tumore cerebrale sia l'epilogo «di 27 anni di ansie, sofferenze, notti insonni ed esborsi di denaro per tentare di difendermi con infiniti rispetto e pazienza ‘nel’ sistema processuale (penale, contabile e disciplinare)». Tutto comincia il 31 marzo del 1992 quando Buttarello  si trova a intervenire alla stazione metro di Milano. Durante un fermo di Polizia per l'identificazione di una persona, sarebbe partito un calcio al basso ventre del fermato. A sferrare il calcio, però,  - come spiega l'accusa - non è Buttarello, ma un collega. Parte la denuncia. E i processi. Viene denunciato l'agente che tirò il calcio, ma anche Buttarello (e altri tre colleghi presenti) perché si trovava lì. E nonostante il poliziotto si fosse sempre espresso come «estraneo ai fatti», la Corte lo condannò ad otto mesi di reclusione. Il motivo? «Per non aver impedito il calcio sferrato dal collega» che costò alla vittima l'asportazione di un testicolo. Viene stabilito anche un risarcimento: oltre 300mila euro a titolo di danno che il ministero ha ritenuto di riconoscere ed elargire alla parte lesa.

«Per ora mi è stato pignorato un quinto dello stipendio ed ipotecata la casa di famiglia a me intestata, un vecchio immobile frutto esclusivo di una vita di lavoro del mio stimato padre ultra-novantenne - scrive a Mattarella il poliziotto -. Aldilà della verità fattuale così come ricostruita dai Tribunali, mi sento come un fusibile a basso amperaggio di un circuito elettrico chiamato a sobbarcarsi da solo, in virtù del principio solidaristico, un importo da capogiro che faccio perfino fatica a pronunciare e di cui non ho alcuna disponibilità».

Inizialmente la somma pattuita dal giudice, circa 40mila euro, si sarebbe dovuta dividere tra i quattro poliziotti coinvolti. Ma di loro, compreso il poliziotto che materialmente sferrò il calco, solo Buttarello risultò “solvibile”, ovvero in grado di pagare. E così negli anni, tra rcorsi e interessi crescenti la cifra è cresciuta alla cifra attuale.

Per la Corte che giudicò l'imputato, assieme agli altri agenti, «non impedire un evento che si ha l’obbligo giuridico di impedire equivale a cagionarlo» e così ritenne che ci fu una condotta omissiva da parte di Buttarello. E ora Luca deve rispondere da solo anche per tutti gli altri. «Un anno fa Fsp con altre sigle sindacali ha ritenuto di segnalare al Ministero dell'Interno e al capo della Polizia Paolo Gabrielli la tragedia umana e giudiziaria del collega Luca Buttarello - spiega Maurizio Ferrara, vicario regionale del sindacato Fsp -. Il tempo trascorso, il silenzio serbato alla nostra denuncia e l'assenza di una risposta, ci induce a sostenere con maggiore convinzione la situazione del nostro collega. Ci batteremo fino in fondo per aiutarlo in questo suo difficile percorso».

«Con grande orgoglio - si legge nella lettera a Mattarella - servo il mio Paese da 35 anni e non mi sono mai risparmiato ma, piombato ora in una insidiosa condizione di sconforto e dopo avere invano bussato ad alcune porte istituzionali, ho la necessità di rivolgermi alla più alta carica dello Stato per avere un po' di attenzione». E ancora: «Dentro il mio cervello  si è sviluppato un raro tumore, una neoplasia maligna contro cui sto cercando di combattere con tutte le mie forze e con le risorse economiche miserabili di cui dispongo». «Ho motivo di ritenere che la malattia che mi ha colpito altro non sia che il velenoso frutto di 27 anni di preoccupazioni e sofferenze, notti insonni ed esborsi di denaro per tentare di difendermi da processi e situazioni difficili che hanno costellato la mia professione».

Ora Luca Buttarello ha la casa pignorata (ereditata dal padre), come il quinto di uno stipendio che supera di poco i 1500 euro. E così rimane davvero poco per combattere il raro tumore cerebrale contro cui sta combattendo il poliziotto. «Non trovo dentro di me la forza di combattere per sopravvivere ad un tumore e, contemporaneamente, portarmi un fardello debitorio del genere sulle spalle, sarebbe meno complicata e dolorosa la pena di morte». Una lettera che per ora è rimasta senza risposta.

domenica 4 febbraio 2018

Il dramma di Asia Nuccetelli. Antonella Mosetti: «Mia figlia aveva problemi al cervello»

«Non ho voluto raccontare questa storia mentre partecipavamo a reality, ora però voglio dire la verità». Antonella Mosetti, a Domenica Live, racconta il dramma della figlia Asia, seduta al suo fianco.
«Quando Asia aveva tre anni/tre anni e mezzo io e la famiglia ci siamo accorte che aveva delle assenze neurologiche, si distraeva e fissava il cielo - racconta la Mosetti - io pensavo fosse un atteggiamento, mia suocera, molto più esperta di me, capì subito che c'era qualcosa di grave e insistette per andare a fare controlli. Tramite amicizie di famiglia, la portai al Bambino Gesù. Dopo esami su esami mi dissero che aveva un problema al cervello. Affermarono che c’era una macchia nel cervello e che forse poteva essere un tumore. La mia vita era finita in quel momento. Io andavo tutti i giorni in onda con Massimo Giletti perché comunque dovevo guadagnare. Poi hanno scoperto che aveva un principio di epilessia ma era curabile. Doveva prendere tantissime gocce, non potevo mandarla neppure a casa delle amichette, venivano tutte da noi, volevo essere sempre sicura di poterle dare le gocce  al momento giusto, abbiamo vissuto sei anni in quel modo, stavo attenta a tutto».
Poi problemi di bullismo, i giramenti di testa, gli attacchi di panico di Asia.
«Una sera ero in discoteca con amiche - racconta Asia - delle ragazze ci guardavano, una ha spinto la mia amica, lei si è girata e ha detto: che fai? E da lì hanno preso il pretesto…».
Picchiata dal branco, come già aveva in parte raccontato, Asia è andata in ospedale.
Il pestaggio ha avuto come conseguenza un grave problema all’orecchio.
«Non riuscivo a camminare, non potevo andare neanche in bagno da sola», dice.
Quando tutto è passato, sono rimaste tante paure e insicurezze.
«Per tutto questo ho deciso di fare Il Grande Fratello, per darle sicurezza, lei voleva farlo - dice Antonella Mosetti. Io non vorrei che lei facesse questo mestiere».

sabato 26 ottobre 2013

La Gregoraci racconta il suo Briatore: "E' gelosissimo, ma ama la mia intelligenza"

"E geloso. Ma sa sempre dove sono e con chi mi muovo. Se non avessi cervello, non mi avrebbe sposato" Elisabetta Gregoraci in un'intervista al "SecoloXIX", racconta la sua storia eil suo matrimonio con Flavio Briatore: " Viviamo a Montecarlo - ha dichiarato, come riporta "Lady B" - che considero casa mia. È un posto rilassante. Faccio lunghe passeggiate col bimbo. Lì ho la mia vita, vedo gli amici, organizzo cene. E' vero che se posso la mattina dormo, ma lo porto io tutte le mattine all'asilo. Preparo lo zainetto con le sue cose e via. Che ci vuole? Ci tengo che frequenti altri bambini, è giusto che giochi con loro. Il lavoro mi consente del tempo libero, lo passo con mio figlio. Se decidi di fare un figlio, è per seguirlo. Sennò, meglio lasciar perdere. io la vedo così". Nathan non rimarrà figlio unico: "Anche Flavio su questo ha cambiato idea. E' cambiato molto, da quando è nato Nathan, che segue tantissimo. E' uno splendido papà. Magari aspettiamo un annetto, così mi posso ancora godere Nathan. Non nego che mi piacerebbe una bimba".