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lunedì 10 agosto 2020

Francesco Facchinetti, ladri in casa: il furto in diretta tv. «Io armato, se minacci la mia vita ti faccio fuori»

 Ladri in casa di Francesco Facchinetti. Un furto trasmesso in diretta tv che ancora una volta accende il dibattito sulla legittima difesa. Ancora di più se il protagonista è Francesco Facchinetti, noto personaggio del mondo dello spettacolo, che qualche tempo fa è stato derubato da alcuni ladri che si sono introdotti nella sua villa di Mariano Comense mentre lui era in casa con la moglie Wilma Faissol e i loro bambini. Il furto è stato mandato in onda su Realtime dove solitamente viene trasmessa la docuserie The Facchinettis, nella quale si racconta la vita quotidiana della famiglia dell'ex Dj Francesco.


Nel video si vedono perfettamente i ladri intrufolarsi in casa di Facchinetti. Un uomo armato di torcia elettrica, esplora l'ambiente alla ricerca di qualcosa da rubare. La villa in provincia di Como è dotata di un sofisticato sistema di telecamere. «Quando sono entrati i ladri io e mia moglie abbiamo deciso di rifugiarci nella nostra panic room - racconta Facchinetti - Quando ero lì e avevo in mano un'arma, ho cercato di darne una anche a mia moglie. Non mi vergogno di voler difendere le persone che amo a ogni costo. Per chi non ha mai sparato, prendere un'arma in mano non è una cosa semplice». Mentre l'ex della Marcuzzi cercava di mettersi in salvo con la moglie, le telecamere riprendono i ladri in azione che perlustrano la casa. A un certo punto parte l'allarme e si sente il bandito pronunciare qualcosa in lingua francese: "Allez, allez! E' partito". Poi i due ladri prendono quello che possono rubare utilizzando la federa di un cuscino e scappano.

«Non approvo il Far West, ma se minacci la vita della mia famiglia io ti faccio fuori - scrive Facchinetti nelle storie di Instagram mentre scorre il video del furto - Se il ladro entra in casa tua per rubare una tv, lui sta determinando che la sua vita vale quanto la tv. Lui sta rischiando la sua vita per rubare la tv. Dunque se perde la propria vita è una scelta sua perchè questo è successo mentre tu difendevi la tua vita che è un diritto inalienabile». E conclude: «Il diritto di uno finisce dove inizia quello dell'altro e viceversa». Ma sul web piovono polemiche. 

giovedì 16 luglio 2020

Caterina Balivo posta la foto di famiglia in auto: il marito al volante con le cuffie scatena la polemica

Caterina Balivo posta una foto della sua partenza per le vacanze e scoppia la polemica. La conduttrice televisiva si è immortalata in macchina con la famiglia, mentre alla guida si trova il marito Guido Brera, però ai fan non è sfuggito un dettaglio e sono subito piovute le critiche.


Brera sarebbe al volante con le cuffie mentre nei sedili dietro ci sono la piccola Cora e Guido Maria. La foto è stata condivisa su Instagram dove diversi followers hanno criticato la scelta di Brera di guidare con le cuffie, rimproverandolo. Caterina ha però giustificato il marito dicendo che le ha indossate solo per pochissimi minuti.

Una svista che però non solo non è piaciuta ai fan, ma è anche contro le regole del codice della strada che vietano l'uso di cuffie nelle vetture in corsa. Brera, personaggio pubblico e visto da molti come esempio, ha dato un'immagine poco corretta di sé sui social, anche se solo per 5 minuti, e il web, come sempre, è stato inclemente.

mercoledì 15 luglio 2020

Amanda Lear: «Sono stata con molti uomini. Con David Bowie litigavamo per il fondotinta»

«Quando ho saputo che dovevo fare una nonna, ho detto: “Una nonna? Chi? Io?”. Poi ho letto il copione e mi sono innamorata di questa donna che è una nonna sui generis, eccentrica, svampita, mitomane, un personaggio surreale, perfetto per me. Ma la storia è tutta un po’ fuori dalla realtà, quasi una fiaba».


Amanda Lear è nel cast di Metti una notte, il film di Cosimo Messeri (premio Panorama Italiano alla Festa del Cinema di Roma) in onda da oggi su Sky Cinema Uno.
«Ho sempre adorato il vostro cinema, sono stata amica di Zeffirelli, De Sica, Bolognini. Oggi credo che il meglio arrivi dai giovani e preferisco lavorare con un autore alla sua opera prima piuttosto che strapagata in una super produzione». 

Non è che ha rimpianto di non essere davvero nonna e di non essere stata madre…
«È una vocazione che non ho mai avuto. L’artista è egoista, egocentrico, pieno di sé. Mette al mondo un figlio e lo affida alle tate oppure se lo trascina dietro al lavoro mentre fa l’imbecille o sculetta» 

Le piace fare cinema
«Mi sarebbe piaciuto farne di più anche qui, in Italia, così come in Francia. Qui mi sono fermata a Zio Adolfo in arte Fuhrer con Celentano. Un disastro»

In verità ha fatto di tutto: pittrice, modella, attrice, cantante, conduttrice televisiva… 
«Adoro comunicare: con un quadro, con una canzone… ho bisogno di sedurre, di sentire l’approvazione della gente ma soprattutto di darle gioia. È il senso dell’arte»

Diamo i voti alle tante Amanda. Il più alto? 
«Alla pittrice. Mi dispiace che sia il mio lato meno conosciuto nonostante le mostre. Si ricordi che ho fatto le Beaux Arts a Parigi…»

Poi?
«L’attrice. Mi piaccio, sia sul set che in scena dove torno ogni stagione. Il teatro mi ha anche insegnato a cantare meglio»

La cantante, appunto
«Per carità, mai avuta ’sta gran voce, mai stata Mina né la Vanoni. Però ho venduto 28 milioni di dischi. Sarà il stato carisma di quel timbro che s’inventarono i produttori tedeschi: cercavano una nuova Dietrich»

E Amanda modella?
«Eravamo povere ragazze magroline. Mica dive miliardarie alla Campbell. Non dovevi aprire bocca, una gruccia per portare in passerella un abito. Figurarsi, io stare zitta, che frustrazione»
La conduttrice televisiva?
«Ci so fare perché sono sincera, “battutista” come dicono quelli della tv, parlo come mangio, non mi sento diva. Ho sempre detestato quelle che se la tirano, col codazzo di segretarie, assistenti, truccatori. Non sopporto i red carpet, godo per una pizza con gli amici» 

Eppure gli amori sono stati fuori dall’ordinario
«Ho sempre amato la testa degli uomini, mai sospirato per un bicipite. Salvador Dalì e David Bowie non erano certo adoni, ero incantata dalla loro creatività, dal loro essere eccentrici, antiborghesi. C’erano anche scontri, a volte, specie con Bowie perché mi rubava i fondotinta e siccome la sera non si struccava mi macchiava le federe» 

Meglio il mondo in quegli anni turbolenti o meglio quello di oggi?
«Oggi siamo ridotti malissimo tra ipocrisia, razzismo, omofobia. Mi sforzo d’essere ottimista ma... Meglio i tempi del Maggio francese, della rivoluzione sessuale»

A proposito: il suo giocare, 40 anni fa, con il gender, ha contribuito ad aprire orizzonti?
«Non so, io volevo solo creare curiosità. Se poi a qualcosa è servito…»

Non sembra il tipo da nostalgie
«Che si rimpiange a fare? Il passato non torna. Meglio chiedersi: domani cosa farò?»

Ecco, domani cosa farà?
«Spero mi chiami Woody Allen tanto per far capire meglio che Amanda non è solo quella di “Voulez-vous un rendez-vous tomorrow…” (canta). Al di là dei desideri, come ogni giorno, curerò i miei ulivi, in mezzo a questo bel verde della Provenza, cucinerò sano, darò da mangiare ai miei gatti, dipingerò, scriverò e se passa di qui qualche bel ragazzo magari ci si può fare compagnia … non pensi a cose strane, ho già tirato giù la saracinesca».