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mercoledì 9 dicembre 2020

Video hard di una dottoressa sul web, 10 indagati: anche ex calciatore del Brescia e la figlia di un allenatore

Alcuni video hard di una dottoressa bresciana 40enne erano diventati pubblici e virali finendo sui telefonini di migliaia di persone prima in città, poi in Italia e anche all'estero: dopo la sua denuncia per il caso di revenge porn, la Procura di Brescia ha iniziato ad indagare. E le indagini si sono concluse nei giorni scorsi, con l'iscrizione nel registro degli indagati di ben 10 persone, come riporta il Giornale di Brescia.

Si tratta di otto uomini e due donne: tra essi un ex calciatore del Brescia, la figlia di un allenatore di calcio che conosceva bene il marito della vittima, un personal trainer e anche un agente di polizia locale di origini piemontesi. La vittima, una volta diventato il caso di dominio pubblico, era stata licenziata «per danno di immagine» dallo studio dove lavorava. Tutti gli indagati ora avranno venti giorni di tempo per farsi interrogare dal pm Benedetta Callea o per depositare memoria scritta.

lunedì 24 agosto 2020

Burioni contro Massimo Boldi: «Non fa ridere, i personaggi pubblici devono pesare le parole»

Il virologo Roberto Burioni contro Massimo Boldi: è successo davvero, dopo che l'attore - che da mesi sui social network si è schierato con i negazionisti del virus - in un post su Facebook aveva attaccato i «potenti del pianeta» che «ci mettono le mascherine per tapparci la bocca». In un post sul profilo di Medical Facts, Burioni lo attacca direttamente: «Non fa ridere - scrive a proposito di Boldi - Chi è un personaggio famoso e amato dal pubblico deve pesare con attenzione le parole su argomenti così importanti per la salute di tutti».


Boldi non aveva usato giri di parole per esprimere la sua contrarietà alle restrizioni, già da settimane: «Stiamo vivendo un mondo che non va per niente bene - aveva scritto - I potenti padroni del pianeta hanno dichiarato guerra a se stessi, non importa cosa è accaduto, non basta, vogliono terrorizzare il mondo ancor di più». «Il popolo ha paura - concludeva il post - teme la fine di un mondo a loro perfetto così come l’hanno conosciuto, non vogliono tapparsi la bocca con mascherine da Pecos Hill».